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10:29am 05/07/2008
 

Shopping tutto il giorno fino a mezzanotte.
Ora che guadagno e bene me lo posso concedere.
Si parteeeeeeeeeeeee! :)

 
     
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08:10pm 27/06/2008
 

Muoio dietro a questa fuga di musica.
Le chitarre stridono.
Il basso fa il suo dovere a imboccarle.
La voce è quella dei migiori anni Settanta.
Ed è una presenza continua nel pentagramma.
Anche i Led Zeppelin hanno cantato i Mars Volta come dioscuri.

 
     
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08:56pm 16/06/2008
   Auguri Serenaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!  
     
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07:03pm 15/06/2008
 
music: Rage Against The Machine - Killing in the Name


La distanza era l'ultimo dei miei pensieri.
Il rimpianto di non esserci andato mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. 
Ho preso e sono partito.
Milano - Modena in treno poi non è molto.

io c'ero...io c'erooooo!
Anche io ero lì nel mezzo...
in mezzo a quel golfo di braccia nere nella notte
Alle dieci si alza una sirena antiaerei 
Loro entrano con sacchi in testa come detenuti di Abu Ghraib
la gente impazzisce e incomincia l'Onda
-che Potenza!-
enorme e spaventosa cresce e si alza sopra di noi
ed io spiritato che mi ci butto dentro
per entrarle nel cuore

alcuni, soprattutto donne, scappano perché la massa diventa minacciosa
io invece, calmo come una bomba, urlo e mi spingo dentro
impazzito e determinato
"Rage,rage,rage,rage,rage!!!!!!!!!!!!"
saltavamo tutti.

a spintoni e assalti frontali fra i corpi dei folli
mi son fatto strada insieme ad altri
aspettando le correnti migliori
fino a che ho raggiunto gli Dei
-Presenti, fronte palco a destra, fronte mega cassa.-
e l'emozione è stata grande perdendomi in quel mar di sargassi
onorato e fiero di esserci
avvinghiato ad una transenna resistevo 
con la testa e la gola rotte
dall'onda da cui mi facevo trasportare
anch'io distruttivo
anch'io in mezzo a quel pogo devastante

"Consigliavamo a quelli che indossavano le maglie rosse di darsi una calmata
ma non ci hanno ascoltati
la prossima volta non saremo così educati."

 
     
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Messaggio N. 2 - Il materialismo   
03:32pm 14/06/2008
  C'è qualcuno che mi sappia dire dove posso acquistare un I-Phone a prezzi ragionevoli?   
     
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02:49pm 14/06/2008
 

E' che non mi sembra la normalità scriversi per mesi su MSN senza mai vedersi.
D'accordo, se è un problema di distanze o di tempo lo capisco.
Ma se è solo paura, non so poii di cosa, be' allora proprio non lo comprendo e dopo un po' mi stanco.
Mi dispiace, ma per me è così.

 
     
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12:55am 12/06/2008
 

Bene bene
Da oggi in poi il mio Live Journal ritorna libero e pubblico.
Niente più lucchetti e nessuna censura, tranne le offese.
Ho voglia di aria fresca.
E mi sento forte e in pace col mondo.
Per la verità, con me stesso.
Che forse è ancora più importante.

 
     
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La pena di morte per il Vaticano   
05:40pm 09/04/2007
  Lo Stato pontificio ha mantenuto nel suo ordinamento la pena di morte fino al XX secolo, abolendola nel 1969, benché inapplicata dopo il XIX secolo.  
     
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03:01pm 04/04/2007
  Omar ha inviato 09/03/2007 17.18:
Ciao! Appena torni a casa e accendi MSN, mandami i tuoi dati che devo aggiornare l'agenda.
Davide ha inviato 10/03/2007 17.11:
Davide V.
Davide ha inviato 10/03/2007 17.12:
nato il 26-08-1984 a Vimercate (MI)
Davide ha inviato 10/03/2007 17.12:
residente in Via ...
Davide ha inviato 10/03/2007 17.13:
per contatti prendere appuntamento al numero 039....
Davide ha inviato 10/03/2007 17.14:
fin da piccolo dimostra una prodigiosa attitudine per la musica, e all'età di 3 anni suona il pianoforte, lo xilofono e il megafono con una perizia sfavillante (con il megafono è assolutamente imbattibile)
Davide ha inviato 10/03/2007 17.15:
a 5 anni esce il suo primo disco, "Una vita da megafono", che lo pone immediatamente all'attenzione del pubblico più vasto, e i critici lo chiamano "il nuovo messia"
Davide ha inviato 10/03/2007 17.16:
dai 6 ai 9 anni pubblica 18 dischi (fra cui il memorabile "Minchialcazzo") e diventa più famoso di gesù cristo
Davide ha inviato 10/03/2007 17.18:
a 10 anni l'incontro con gion lennon, gimi endrics e chopin con i quali fonda i "Sciamana"
Davide ha inviato 10/03/2007 17.18:
nulla è più stato come prima
Davide ha inviato 10/03/2007 17.19:
neanche dio
 
     
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04:11pm 06/03/2007
 

Primo giorno di colloqui.
Alle ore 18 di stasera alla Federazione banche di credito cooperativo.
Per ora, un colloquio orientativo, poi si vedrà.

FASI DELLA VESTIZIONE
1) Mutilazione di capelli, taglio corto (alla Keanu Reeves in "L'avvocato del diavolo", a detta del barbiere: oltre che il danno, la beffa). Fatto. Tragedia! :_(
2) Inserimento gambe, culo e palle in pantaloni di tessuto (mai usati dopo la fine del liceo). Stretti, soprattutto ai gingilli, ma fatto.
3) Tentativo di indossare camicia a maniche lunghe (che non mettevo dal battesimo di... di...). Fatto con fastidio.
4) Esperimento mai tentato prima di strangolamento per mezzo di allacciatura di cravatta. Dopo aver guardato attentamente le figure sul sito nodi-di-cravatta.com ... Fatto.
5) Reperimento e calzatura di Clarks usate solo una volta, causa fuoriuscita di vesciche e sanguinamento dei talloni al primo passo. Dio c..., fatto!
6) Rasatura barba. Fa... fa... fat... NO! MI RIFIUTO! NON POTETE COSTRINGERMI A FARE ANCHE QUESTO!
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...'tto...
 
     
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11:22am 04/03/2007
  Troppo semplice e banale la fotografia che stimola emozioni attraverso la sensualità.
Basta l'avvenenza di una ragazza pubescente o l'esposizione di "brani di carne" ad attirare l'attenzione. Non bisogna essere dei geni per attrarre.
Anche se la foto è ben riuscita, non produrrà mai una soddisfazione - una ricompensa -maggiore di una trasferta in un qualsiasi nightclub o semplicemente della visione di un giornalino erotico.
L'erotismo non dice mai niente di nuovo. Non è arte. L'arte è sorpresa, scoperta. Non solo provocazione. A provocare emozioni sono bravi tutti.
L'arte deve far riflettere ed è sempre una ricerca.
Mi piacerebbe, per esempio, che qualcuno mi facesse vedere il movimento attraverso la fotografia, che per sua natura, a differenza del cinema, è statica e non dinamica. O la rabbia, ma non una rabbia retorica o per così dire scenica: un'immagine invece che provochi rabbia. O tristezza. O solitudine. O un sentimento di rivalsa. O un'immagine che ci insegni qualcosa che non sappiamo, allostesso modo di un saggio di storia o di carattere scientifico. E sarebbe degno di nota se qualcuno riuscisse a restituire queste emozioni non mediante sguardi o situazioni, bensì attraverso cose, oggetti, nature morte. Chi sa far questo - per me - merita attenzione.
 
     
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La debacle di Prodi: crisi del bipolarismo e della rappresentatività dei partiti, ritorno della D.C.   
01:05pm 24/02/2007
  Teo scrive:
rassegno le mie dimissioni da cittadino di questa Repubblica. Ti prego di accettarle...
Omar Spes scrive:
Accetto e per questo tuo generoso gesto, ti sostituisco con un nazi austriaco che ha tanta voglia di prendere la cittadinanza italiana per muovere un po' le mani
Teo scrive:
allora ha scelto il posto giusto
Omar Spes scrive:
sì sì ma si è informato. non è che i nazi austriaci fanno le cose così a caso. ha letto nella guida verde del Touring i cenni storici sullo stadio di Catania e ha subito fatto richiesta per la cittadinanza italiana. ah, questi austriaci: brava gente!
Omar Spes scrive:
ma adesso si va alle elezioni anticipate? non ho mica capito
Teo scrive:
mi sa di no. O reincarico, o rinvio alle camere. Stanno contando i senatori sul pallottoliere per ottenere la fiducia, ma non so quanto possa servire...cmq con questa legge elettorale, le elezioni per il momento mi sembrano da escludere, ma a questo punto è solo una questione di tempo...alla prossima sbandata, sò cazzi amarissimi.
Omar Spes scrive:
ma poi questa possibilità di accordarsi con frange dell'UDC mi fa tremare
Omar Spes scrive:
invece che spostare il baricentro dell'elettorato più a sinistra, si tende a incorporare una parte maggiore del centro
Omar Spes scrive:
vanno bene tabacci e follini, ma per carità non casini
Omar Spes scrive:
la crisi di governo era l'occasione per attuare un cambiamento radicale, giacchè ha dimostrato la fragilità del bipolarismo e la poca rappresentatività dei macropartiti
Teo scrive:
beh, e dov'è la novità? aspettavano solo l'occasione per farlo...l'udc vuol rifare la DC...i DS fanno schifo e non vedono l'ora di accoppiarsi con la Margherita...Chiesa e Confindustria hanno rotto il cazzo fin dal primo giorno...è ovvio che si vada ancora di più verso il centro...lo vogliono proprio tutti.
Omar Spes scrive:
sì ma io speravo, in realtà non con molta speranza, che invece si andasse verso una tripartizione in cui si formasse un centro autonomo, così da costituire tre poli: uno di destra, uno di centro e finalmente uno solo di sinistra
Omar Spes scrive:
avrei visto bene nella nuova coalizione di centro Margherita, Udc, Prodi, Udeur, magari anche i Socialisti...insomma tutti quei partiti e macchiette, protagonisti della scena politica d'avanspettacolo, che non digerisco e che non riesco a pensare possano coalizzarsi con la sinistra autentica.
Teo scrive:
ma infatti la volontà mi sembra quella...CENTRO: Partito Democratico+ folliniani, udeur e postdemocristiani in genere; DESTRA: l'immondezzaio nazionale AN, FI, lega...SINISTRA: quelli che rimangono...più qualche diessino con una riserva di dignità
Omar Spes scrive:
secondo me invece andrà a finire che ci sarà soltanto uno spostamento di parlamentari, soprattutto in senato, dal centrodestra al centrosinistra. la fomazione di una terza coalizione mi sembra ancora solo ujna proposta difficilmente realizzabile per gli impegni che alcuni senatori hanno preso sia con la destra sia con la sinistra
Teo scrive:
il punto è che la situazione è tremendamente ibrida...la crisi c'è, ma è solo al Senato, percui mi sembrerebbe eccessivo il cambiamento di maggioranza (tipo l'ingresso dell'UDC con l'uscita dei partiti di sinistra)...d'altra parte, se fanno finta di niente, la cosiddetta sinistra radicale sarà costretta ad autoalienarsi e ad obbedire, non potrà più fiatare...
Omar Spes scrive:
ecco, meno male che tu l'hai definita "radicale" e non "estrema" come alcuni odiosamente fanno, come se si volesse paragonarla con l'estrema destra e le si volesse appioppare una qualche valenza estremistica
Teo scrive:
bè, ovvio che quello che ti dicevo io non sarebbe nell'immediato, nell'immediato andrà sicuramente così come dici tu...qualche new entry nel centrosinistra, spostamento dell'asse politico al centro...ma almeno così la finiranno di dire che Prodi era schiavo della sinistra...MA DOVE?! mi preoccupa la sorte dei partiti di sinistra....
Teo scrive:
ma per chi mi hai preso, scusa? a me non piace neanche definirla sinistra "radicale" o "massimalista"...figuriamoci "estrema"!!
Omar Spes scrive:
sì sì ma lo so
Omar Spes scrive:
lo dicevo per sfogarmi.
Teo scrive:
okay, adesso dimmi...secondo te, di chi è la colpa?
Omar Spes scrive:
be', non certo della sinistra radicale, l'unica che bene o male ha mantenuto gli impegni presi
Omar Spes scrive:
attibuirei maggiormente la colpa ai centristi
Omar Spes scrive:
e a quelli che si fanno chiamare "riformisti", quasi che si sentissero degni sucri di turati
Omar Spes scrive:
l'emoticon non è voluta ma ci sta bene
Teo scrive:
del resto, lo sai anche tu perchè ci si è ritrovati in questa situazione al senato...de aglio docet...è bastato che le cose andassero secondo il loro corso naturale, con andreotti e pininfarina che si sono sfilati...in quanto ai due dissidenti di sinistra, per me sono solo due poveri coglioni...poveri perchè adesso faranno da capri espiatori...coglioni perchè se sei in disaccordo, ti dimetti.
Omar Spes scrive:
Andreotti, chissà perchè (...), c'è sempre di mezzo
Teo scrive:
ti dimetti da parlamentare, rinunciando al tuo lauto stipendio, e via...non fai l'anima bella, l'integerrimo, facendone pagare il prezzo a tutta la tua parte politica...devi pagare in proprio, allora sì...Andreotti non mi stupisce più...ormai si sa...finchè respira, è pericoloso come uno scorpione
Omar Spes scrive:
mi piacerebbe leggere i curricula dei due parlamentari che non hanno dato il loro assenso. forse si potrebbe scoprire qualcosa d'interessante. anche se non condivido la scelta, ma l'idea che ne sta alla base sì.
Omar Spes scrive:
alla fine il centrosinistra ha dato ragione a quei politoligi di destra che denunciavano il fatto che questa caolizione di centrosinistra si era formata solo in funzione di una resa di Berlusconi, senza avere un chiaro progetto politico comune
Omar Spes scrive:
ripeto: è giunta l'ora che la sinistra prenda le redini di questa coalizione e si assuma la responsabilità e il rischio di distaccarsi dal centro, almeno dalla parte che si troverebbe più a suo agio con la destra (vedi Mastella)
Omar Spes scrive:
dal centrodestra prenderei, in un ipotetico "parlamentomercato", tabacci e follini
Omar Spes scrive:
soprattutto tabacci
Teo scrive:
grazie al cazzo, come ci può essere un progetto comune? L'Unione è nata un po'per opportunismo, un po' per necessità, ma è ovvio che non possa esprimere una posizione politica comune. La sinistra non può prendere le redini, magari potesse...può andarsene, aprendo però la strada al ritorno della destra.
Teo scrive:
e allora, se tanto è inevitabile, come sembra...rifacciano sta cazzo di DC! mi sono rotto le palle! la facciano e la smettano di far finta di niente...
Omar Spes scrive:
Secondo me nell'immediato è difficile che possa prendere le redini da sola, ma potrebbe fare quanto meno un gesto per riassumere credibilità, dissociandosi da questo sistema politico arraffone che è più una costante di centro che di sinistra. se così facesse, ci sarebbe la possibilità che nelle prossime elezioni possa riacquistare il consenso di quell'elettorato che nelle precedenti elezioni non
Omar Spes scrive:
non l'ha votata proprio per la scelta di allearsi con gente come Mastella, Craxi and company
Omar Spes scrive:
tuttavia sono d'accordo con te sulla DC
Omar Spes scrive:
è ora che si mettano d'ccordo, tanto le basi d'intesa ci sono. ora più che mai
Teo scrive:
secondo te davvero qualcuno non ha votato a sinistra per via dell'alleanza col centro? più che altro, invece, tanti hanno votato a sinistra per spostare l'asse politico della coalizione del governo Prodi da quella parte...invano. Il punto allora è un altro:
Teo scrive:
la sinistra deve accettare di tornare ad essere una forza di opposizione e non più di governo?
Teo scrive:
perchè da sola, è chiaro, non governa. Siamo in Italia, mica in Spagna.
Omar Spes scrive:
be' sì, io ne conosco di gente che non ha votato a sinistra proprio nel senso che dico io. preferiscono non votare, nel tentativo di far capire che la sinistra sta prendendo una strada sbagliata alleandosi con il centro e sacrificando parte dei suoi principi, piuttosto che avere al Governo una coalizione che non li rappresenta. Anche se questo può significare, nella peggiore delle ipotesi, di...
Omar Spes scrive:
... di avere un ennesimo governo Berlusconi
Omar Spes scrive:
a volte è passata anche a me per la mente l'ipotesi di non votare, ma sono troppo attaccato al senso democratico, quindi alla necessità della partecipazione di tutti i cittadini alla politica, per rinunciare al mio voto.
Teo scrive:
al punto in cui siamo, anche storicamente (neoliberismo galoppante, perdita di autonomia della politica nei confronti dell'economia, ecc), le logiche di governo restano sostanzialmente simili, quale che sia la coalizione al potere. Lo sappiamo, non ce ne meravilgiamo, e pertanto dei due mali abbiamo scelto il minore, cioè quella coalizione che accoglie in sè componenti di sinistra
Omar Spes scrive:
so che Berlusconi è IL MALE da debellare, ma comprendo chi dice: meglio ancora una legislatura con berlusconi che vent'anni di falsa sinistra, soprattutto se questo vuol dire avere nel Governo figure inquietanti come Mastella, addirittura come Ministri.
Omar Spes scrive:
sì sì, ma capisco ciò che vuoi dire. a tal punto che anch'io, come te, ho scelto il male minore. però a volte forse sarebbe meglio rischiare. non si sa mai cosa può succedere in politica. sopratutto ora, dopo i fatti di vicenza e della Val Susa, sintomi di una volontà della popolazione che pretende una democrazia più partecipativa, referendaria e decentrlizzata, come si tenta di fare...
Omar Spes scrive:
...dagli anni '80 in America Latina, sebbene lì i problemi siano ben più gravi
Teo scrive:
Stavo appunto per dire..."falsa sinistra", hai ragione. Cos'è meglio, MAstella ministro o Calderoli ministro? E' meglio la merda di cavallo o quella di mucca? sempre merda è...ma indietro non ci voglio tornare. La destra di nuovo al potere non voglio più vederla. Il discorso dell'autorganizzazione popolare stile Valsusa è importantissimo, ma minoritario. Se la sinistra smette di presidiare
Omar Spes scrive:
tra l'altro anche il PT è una coalizione di larga scala, in cui si trovano alleate le CEB cattoliche (però prevalentemente di sinistra, visto che la Chiesa della Liberazione ha assuno parte dei principi del MArxismo), il Movimento dei Sem Terra, i sindacati di sinistra, ma anche dei vecchi latifondisti riformatori
Teo scrive:
le istituzioni, la destra torna. Torna, e stavolta per restare. Poi è verissimo che anche con una coalizione di falsa sinistra ti giochi tutta la credibilità che hai e favorisci comunque la destra...l'America Latina ha una storia politica entusiasmante, a livello di movimenti popolari, okay...ma mi sa che è troppo diversa dalla realtà europea...no?
Omar Spes scrive:
non so se sia minoritario. bisogna vedere quanta gente sposta. ora siamo solo all'inizio, ma siamo sicuri che le manifestazioni di ValSusa e di Vicenza non possano essere la punta di un iceberg che possa comprendere un malcontento nazionale?
Omar Spes scrive:
è diversa dalla realtà europea in generale, ma non della realtà italiana. con la realtà italkiana, soprattutto con il centro sud, ha più punti in comune che differenze. in più il PT si rifà alla struttura di un altro macropartito italiano: i Democratici di Sinistra
Teo scrive:
mmh...sul discorso delle manifestazioni, non credo. La coscienza politica italiana è troppo inerte, scusami la sfiducia...è riluttante a mettersi in moto. Per me, ormai, la politica è questione di buona volontà, e la buona volontà è sempre minoritaria. Come ogni forma di militanza.
Omar Spes scrive:
il punto che pone una reale distanza fra l'Italia e il Brasile, a parte l'imperialismo che ormai non ha più una grande carica (inteso come stimolo) politica, è la situazione di povertà in cui è costretta a vivere più di un terzo della popolazione
Omar Spes scrive:
anch'io spesso credo che sia solo un discorsodi buona volontà ,per altro non diffusa ma anzi semiestinta, però l'uomo ha bisogno di sperare per vivere e queste avvisaglie di partecipazione popolare, proprio perchè vengono fuori dopo un lungo processso internazionale nato con il Social Forum e sviluppatosi da noi incominciando dalla Francia, mi concede almeno una speranza remota ma tangibile.
Teo scrive:
beh, sulla speranza siamo d'accordo, signor "speranza e lunga vita"....eheheh
Teo scrive:
scusa, è ufficiale...Prodi rinviato alle camere, dimissioni respinte. Si mette una pezza e si tira avanti, è da vedere a quali condizioni per i vari partiti. Possa Dio aver pietà di noi...
Omar Spes scrive:
secondo me è la decisione peggiore che potessero prendere
Teo scrive:
già
Omar Spes scrive:
il Diktat di Prodi, sebbene non lo condivido nei progetti, mi sembrava un bel modo di mettere le cose in chiaro. quelle cose che in realtà sapevano tutti ma che in politica è sempre bene mettere per iscritto
Omar Spes scrive:
quindi mi chiedo: che fine hanno fatto i dodici punti? la sinistra radicale, la Sinistra, li ha accettati? ha accettato condizioni che la maggior parte dell'elettorato che rappresenta non condivide come la politica estera?
Teo scrive:
sì, ma certi punti vogliono dire tutto o niente...in buona sostanza dice: si va avanti su Afghanistan e TAV, così non mi rompete più i coglioni...e in futuro decido io. Il problema è che alla prossima patata bollente...pensioni, riforme, qualsiasi cosa...mi sa che siamo punto e a capo. E saranno cazzi.
Teo scrive:
Ti dicevo, appunto. la sinistra si dovrà autoalienare...giocandosi credibilità e possibilità di manovra. Praticamente, serviranno solo a fare numero.
Omar Spes scrive:
sì, ma se diciamo questo è come se votassimo per la morte della politica e soprattutto della democrazia, perchè ne si eliminano i principi fondamentali: la partecipazione e la difesa delle minoranze. non è solo un danno alla sinistra
Omar Spes scrive:
che poi mi pareva che all'inizio del mandato dovesse essere la sinistra a farla da padrona
Omar Spes scrive:
insomma, questa dovrebbe essere una coalizione più di sinistra che di centro e alla fine invece sembra che sia più il centro moderato a governare che la sinistra.
Teo scrive:
era chiaro fin dall'inizio, sai...non per dire...ma con DS e Margherita a farla da padroni, un premier democristiano...poi okay, dai numeri anch'io speravo che la sinistra pesasse di più, ma mi sbagliavo, è stata ricattata fin dall'inizio con lo spettro del ritorno del Nano Bastardo...
Omar Spes scrive:
ricatti su ricatti. questo, il ricatto, mi sembra il nuovo motoreche muove e agita la politica.
Omar Spes scrive:
ma sì, si sapeva. ma credevo che un po' di più si potesse fare. speravo che la sinistra avesse potuto avere un margine decisionale più ampio
Teo scrive:
cmq bastava guardare i nomi dei ministri per capire...che sarebbe stato un centro-centro-centro sinistra...ma non può tenere a lungo
Omar Spes scrive:
insomma, anche nel centrodestra esiste il sistema dei ricatti (vedi Lega e UDC) ma Berlusconi ha potuto comunque fare, nei limiti e con alcune restrizioni e polemiche, ciò che ha voluto nelle decisioni importanti (per lui)
Omar Spes scrive:
certo tu mi dirai che Rifondazione Comunista e i Democratici di Sinistra non hanno il potere che ha Forza Italia all'interno della coalizione e poi entrambi non hanno un vero leader che decida per tutti però, cazzo, questo sistema è insostenibile.
Teo scrive:
aveva anche dei vantaggi considerevoli in camera e al senato...qualcosa come 90 deputati e 50 senatori di vantaggio...ha fatto e disfatto quel cazzo che ha voluto...inclusa una legge elettorale truffa con tanto di brogli per incasinare il futuro del centrosinistra, già di suo non facile...e infatti, eccoci...
Omar Spes scrive:
sì sì ma non c'è dubbio che la legge elettorale vada rifatta e alla svelta, perchè quella che è ora in vigore è stata allestita in fretta e furia, secondo me, dall'UDC (stravolgendo il disegno di legge scritto dall'odiato Calderoli) per dare maggior potere decisionale a questo e ad altri piccoli partiti, nel caso la coalizione di Berlusconi avesse vinto le elezioni. ecco che l'antica Democrazia Cristiana ricomincia a farsi sentire.
qui servirebbe una legge elettorale che prendesse a modello quella tedesca: un sistema maggioritario con sbarramento al 5%, di modo che i partiti che si aggiudicano meno del 5% dei voti alle elezioni non possano entrare a far parte del Governo, qualora fossero all'interno della coalizione vincitrice.
Ma che poi, io penso: non sarebbe stato forse più saggio, per mantenere la coesione all'interno della maggioranza, che si fosse lasciata ai cittadini la scelta di decidere per l'ampliamento della base militare (e magari dei DICO), attraverso un referendum?
 
     
 
Gli ultras e la violenza dettata dall'emarginazione sociale   
05:54pm 04/02/2007
 
music: Bullet in the head - Rage Against The Machine
Per una volta non si è liquidato il problema con superficiali, razziste frasi di rito: “Sono dei criminali. Non sono tifosi. Sono bestie.” Per una volta si è cercato, almeno nei primi giorni, di spiegare le radici di questa violenza nel loro contesto, che è l’emarginazione. Per affrontare e cercare di risolvere la questione non servono solo azioni punitive, disciplina, intransigenza per chi ha sbagliato, ma si pone come necessaria anche una profonda riflessione sulla società. Perché è chiaro che questa violenza si sarebbe potuta evitare. La violenza non è insita nel DNA di una persona, è qualcosa che si acquisisce, una reazione sbagliata ma inconsciamente difensiva ad un torto subito. Almeno in questo caso, la violenza esercitata si configura come un atto di difesa illegittima ma che viene giustificata, almeno secondo la prospettiva di chi la compie, da una COLPEVOLE LATITANZA DELLO STATO. In linea di massima, gli ultras sono accomunati da condizioni economiche disagiate, esperienze di disoccupazione ed emarginazione sociale, motivi per cui la violenza organizzata viene sfruttata come strumento/tentativo di emancipazione. Esistono anche gruppi di ultras violenti, provenienti da classi più agiate o addirittura gruppi interclassisti. Tuttavia anche in essi lo stimolo alla violenza è determinato dalla volontà di crearsi con la forza uno spazio proprio collettivo di rituali e comportamenti condivisi, sempre in opposizione allo Stato.

Il pensiero comune si presenta in questi termini: “LO STATO NON MI RAPPRESENTA E AGISCE NELL’ILLEGITTIMITÀ. Lo Stato (in questo caso rappresentato dalla Polizia) è repressivo ed è nelle mani di governanti che perseguono solo i propri interessi. Perché mai dovrei accettare la sua autorità?” Ecco che in questo caso l’atto violento viene interpretato da chi lo compie come un atto di ribellione, quasi rivoluzionario, senza accorgersi, per MANCANZA DI CULTURA, che tale gesto non avrà altra conseguenza che un surplus di violenza restituita.

Nei gruppi ultras si trovano anche tracce di politicizzazione, elemento che si è consolidato soprattutto dagli anni Settanta come nelle università e nei sindacati, ma questi tratti politici sono molto limitati e dettati comunque da un disagio nei confronti dello Stato che non li rappresenta. Dimostrazione di ciò è la preponderanza di posizioni estremiste, il più delle volte approssimative, dove è chiara la strumentalizzazione della politica come pretesto per giustificare la loro radicalità.

Ho evidenziato con caratteri maiuscoli alcuni tratti di questa mia riflessione perché credo che in queste parole si trovi il nocciolo della questione.
Ritengo infatti che la violenza nasca da questi tre problemi, tra loro correlati, ai quali lo Stato dovrà prontamente porre rimedio: 1) una mancanza dello Stato, una latitanza preoccupante e colpevole delle istituzioni in alcuni ambiti della vita sociale, che genera emarginazione e sperequazione; 2) una classe politica parassitaria che non rappresenta tutti i cittadini e non si prende cura di rispondere pragmaticamente ai loro reali bisogni e che crea così sfiducia e disinteresse verso la politica; 3) una mancanza di cultura in generale che la scuola da sola non riesce a contrastare senza un intervento deciso dello Stato.

1) Uno Stato che non interviene quando nascono i problemi, ma nel momento in cui questi problemi sono degenerati - in modo che l’unico strumento efficace sia la repressione - è uno Stato che ha fallito la sua missione. Già il fatto che la parola “Stato” sia finito ad indicare solo la classe politica dominante e non l’insieme dei cittadini che compongono una nazione, come invece dovrebbe essere, è significativo di una lontananza preoccupante delle istituzioni dai semplici cittadini. In un paese civile e civilizzato, i cittadini dovrebbero sentirsi parte integrante dello Stato. Noi cittadini tutti facciamo parte dello Stato e non solo il Governo, la maggioranza e l’opposizione. Lo Stato deve tutelare non una classe ma tutte le classi, non le maggioranze ma anche tutte le minoranze allo stesso grado. Lo Stato, e in primo luogo il Governo con il contributo critico della maggioranza e dell’opposizione, dovrebbe risolvere mediante leggi appropriate i problemi che mano a mano si pongono all’interno della società e stilando una lista degli interventi partendo dalle priorità, dai problemi più gravi. Come si fa (come si dovrebbe fare) in un ospedale di pronto soccorso. Solo che lo Stato non dovrebbe solo curare ma anche prevenire, tutelare e l’unico modo per farlo è mettere sullo stesso piano d’attenzione ogni parte della società in modo che non si creino disuguaglianze. Lo Stato dovrebbe essere inteso come una famiglia allargata in cui il Governo fa da padre, la Magistratura da madre, maggioranza e opposizione da parenti adulti buoni consiglieri. Se i genitori sono dei buoni genitori si occuperanno di tutti i figli allo stesso modo, tutelando quelli più piccoli in modo che non siano sopraffatti dai fratelli più grandi e insegnando a tutti, con severità ma senza l’uso della repressione e usando termini che siano comprensibili per un’età piuttosto che per un’altra, i principi della libertà, dell’uguaglianza e della “fratellanza”.
2) La classe politica dovrebbe capire che la sua missione principale non è quella di comandare ma quella di servire. Servire tutti i cittadini, servire l’intera società, risolvendo i problemi che man mano si pongono. E i problemi sono di una sola specie: problemi si chiamano tutti quegli ostacoli, quelle insidie che attaccano i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, strumenti basilari per la coesione di una società. I politici devono quindi sentire fortemente la responsabilità del loro operato, devono capire che sono funzionari e cittadini uguali a tutti gli altri, ma che sono investiti di una responsabilità particolare per cui si impone loro di dare il buon esempio. Lo stesso che si richiede a dei genitori. Solo così assolveranno alla loro missione, ricevendo la fiducia di tutti i cittadini.
3) Lo strumento più efficace per trasmettere ai cittadini il senso dello Stato come appartenenza alla comunità che compone la nazione è l’educazione. Educazione che deve essere uguale per tutti e che deve non solo orientare e preparare i cittadini al mondo del lavoro, ma anche educare e far riflettere sull’importanza della democrazia e sui principi e le condizioni che ne determinano il funzionamento. Un’educazione quindi anche civile e una cultura dello Stato come basi del vivere in comune.
 
     
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Un prisma di Parole   
10:31pm 03/02/2007
  A volte capita che ci sforziamo di cercare le parole che possano descrivere, o meglio, trasmettere ad altri un’emozione che stiamo vivendo o abbiamo vissuto.
Quante volte gli amanti hanno ripetuto questo concetto: “Vorrei trovare le parole per farti capire quanto ti amo”.
I poeti ci provano da sempre.
Ci provano, ma non ci riescono mai totalmente.
Perché trasmettere con le parole ciò che sta nelle cose, la loro essenza, è un’impresa impossibile, perché in realtà, anche se è difficile comprenderlo, non è ciò che sta nelle cose che ci interessa ma è ciò che nasce in noi dall’incontro con esse che vogliamo trasfondere.
Direi che è quasi un’utopia.
L’impossibile superamento dello iato fra le cose e le parole.
Perché non esiste parola che possa farci comprendere un’emozione fino in fondo, non esiste parola che possa farci vedere, sentire, tastare, odorare QUELL’oggetto a cui stiamo pensando, se la persona che sta legge la cosa attraverso le nostre parola non ha prima conosciuto QUELL’oggetto in prima persona e non ha avuto le stesse emozioni dello scrittore.
E se non ha avuto esperienza di quella cosa non ci saranno enciclopedie che gliela potranno spiegare.
Perché la parola coglie solo l’universale di ogni cosa o una sensazione, ma mai i dettagli, i particolari che rendono quella cosa importante per ognuno di noi.
La parola è un sunto, una rievocazione, un’allegoria, una perifrasi fatta perché sia decifrata da tutti.
È come una traduzione alla parola di una poesia.
Ci fa capire in parte la trama, il senso superficiale, oppure non ci fa capire un bel niente: rimanda, richiama, traduce con un linguaggio diverso ma toglie tutto il bello della poesia originale..
A meno che noi non ci rendiamo consapevoli del limite delle parole e non cerchiamo di rendere questo limite una forza, una possibilità di sviluppo, un’alternativa allettante.
A meno che noi non ci arrendiamo a questo margine dell’impossibile identificazione di una cosa in una parola e viceversa ed eleggiamo questa impossibilità di annullare il distacco fra termine e cosa, tra significante e significato come qualcosa di positivo: di CREATIVO.
Che è la condizione percui la poesia è possibile e in cui la poesia trova senso.
Infatti io credo che questa distanza possa contenere tutte le emozioni che creano in noi la cosa descritta dalle parole. E’ questa l’importanza del non detto, dello sfiorato o addirittura del taciuto.
Gli scrittori migliori non sono quelli che si sforzano di raccontare le cose nei minimi dettagli,ma sono quelli che in due pennellate sanno offrirti un’emozione.
Quelli che attraverso il linguaggio della parola, attraverso la sua vibrazione di universale, ci tramanda un universale di emozione. Un’emozione…
Certo non è facile o forse addirittura impossibile che siano capaci di evocare l’esatta suggestione che loro stessi hanno provato, ma se riescono a concederti un’emozione comunque be’, questo per me è già moltissimo.
Del resto è la poetica del “non finito”. Notare la sinonimia, la parentela che può diventare quasi identità tra l’accezione di “non finito” e “in-finito”. Non ci sibila già qualcosa?
Il “non finito” ha nell’opera michelangiolesca della Pietà Rondinini il suo eletto manifesto.
È un lavoro appena abbozzato, in cui si riconosce la figura umana per via di pochi gesti scultorei,
è il figurativo che rimane ancora immerso nella materia atta alla scultura: il marmo.
Qui si vede in modo eclatante il lavoro dell’artista che leva al pezzo marmoreo per creare con l’alchimia dell’arte, che ingegno umano ed esperienza, una figura che possa richiamare altro all’artista stesso ma anche agli astanti mai inermi.
La figura c’è ma è appena schizzata e ognuno di noi la completa secondo la propria esperienza personale. Ognuno di noi continua il lavoro iniziato dal genio di chi ha fatto nascere quest’opera dalla materia - questa sì - inerme.
È un’opera in divenire, perché per stare in armonia con essa, abbiamo bisogno che non rimanga così com’è, appena abbozzata, ma abbiamo la necessità quasi primordiale di completarla, di farla divenire qualcosa di coerente con il mondo circostante.
Così dentro di noi, il cervello elaborerà nuovi dettagli, levigherà il marmo dov’è ancora rozzo, scaverà muscoli e originerà colori e pelle il più possibile vicina a quella umana e cercherà di sbarazzarsi, di dimenticare, di annullare ciò che ancora rimanda al blocco marmoreo originale.
Perché la mente deve cercare nella tecnica dell’artista l’inganno ma senza vederlo come un inganno perché ha bisogno di caderci dentro, così che l’artificiale riconduca al naturale e ci faccia credere, illudere che l’artificio sia naturale.
Ma anche nella tecnica della prospettiva sussiste lo stesso funzionamento, la medesima reazione. Perché la profondità che vediamo nei disegni in prospettiva lo diamo noi, non esiste nella tela. Ce lo creiamo, lo inventiamo, anzi lo fantastichiamo! Le misure che ci dà il pittore possono essere anche sbagliate, scorrette, ma non è importante, perché se sono credibili, sarà la nostra mente a metterle nel giusto ordine, giusto nella maniera in cui è il più possibile coerente con l’ordine naturale delle cose.
A ciò che non è finito, la mente cerca di dare, per abitudine, un completamento, perché davanti alla nostra vista non c’è quasi niente d’instabile, ossia di continuamente mutevole percepibile dai nostri occhi (se non il fuoco e poco altro).
Ma come si fa a dare un completamento stabile a qualcosa di non finito?
Non è possibile. Sarà sempre un completamento perennemente instabile. Perché in realtà non c’è mai niente di stabile nella nostra mente. Provate per esempio a pensare il rosso. Cos’è il rosso nella nostra mente? È veramente qualcosa di universale? Siamo sicuri che tutti pensiamo alla stessa gradazione di rosso quando ognuno di noi pensa a questo colore?
E quando qualcuno ci dice di pensare ad una persona, abbiamo tutti la stessa visione?
Non credo proprio. Ognuno ricollegherà quella persona ad un ricordo diverso, strettamente personale. Perché sì è vero che in tutte le cose esiste un universale, una conoscenza che ci mette d’accordo tutti quanti sull’identificazione di una cosa. Altrimenti non sapremmo metterci d’accordo nemmeno su cos’è una sedia e quando pronunceremmo questo termine “sedia” non ci capiremmo.
Ma è anche vero che poi nella propria mente ognuno pensa ad una sedia in particolare, una sedia che ha un senso per noi, che ci ha lasciato un segno che ci permette di riportarla alla luce.

Non posso rimandare le parole
La poesia rimanda, divaga, allaga, nuota, sperpera,ci offre tanti sentieri e siamo noi che dobbiamo scegliere il nostro
La parola è un ente in germinazione, un seme che dev’essere cresciuto, allevato, sognato, creduto, affezionato.
Nel nero dei caratteri si nasconde un mondo, gli oscuri fondali di un mondo marino, acquatico e il lettore è un pescatore che butta l’amo o un appassionato subacqueo.
Il nero dei caratteri è il nero della vita di notte, dove non ci sono contorni, le figure si trasformano e la vita nasce n nuove forme, in un chiaroscuro in cui tutto si deve intuire. O inventare.

Parole affamate di essere riconosciute dalla carta. Le parole sono come dei prismi in cui entra la luce dell’illuminazione del poeta per disperdersi in migliaia di riflessioni e rifrazioni. Come un contagio. Come una pioggia che scende sulle persone e ogni goccia cade su ognuno di noi con un peso diverso.
 
     
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Novartis: più denaro, meno vita   
02:43pm 28/01/2007
 
mood: Mal di testa bastardo
>> PRIMA LA VITA, POI IL PROFITTO - APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE
>>
>> Nel 2001 alcune case farmaceutiche intrapresero una causa contro il
>> governo
>> sudafricano, nella persona di Nelson Mandela, "colpevole" di acquistare i
>> farmaci anti-AIDS in Thailandia a 300 dollari annui pro capite anzichè a
>> 10.000. Tale causa fu poi ritirata sotto la pressione dell'opinione
>> pubblica. Ora ci risiamo.
>>
>> Medici Senza Frontiere denuncia che la compagnia farmaceutica Novartis ha
>> fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci
>> generici dai costi contenuti. Se Novartis vincerà la causa, che inizierà
>> alla fine di gennaio, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero
>> perdere l'unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.
>>
>> Pare infatti che non tutti nel terzo mondo possano permettersi di
>> spendere
>> cifre da capogiro per curarsi.
>>
>> Crediamo che tutto ciò non sia giusto.
>>
>> Per saperne di più: www.msf.it
>>
>> C'e' una raccolta di firme in corso, per chiedere a Novartis di
>> rinunciare
>> all'azione giudiziaria. E' online all'indirizzo:
>>
>> http://www.msf.org/petition_india/italy.html
>>
>> Hanno gia' firmato circa 200.000 persone, ma dobbiamo essere molti di
>> piu'.
>> Vi chiediamo di firmare e di fai girare questo appello ai vostri amici.
>> E'
>> un piccolo sforzo, ma puo' significare molto. Per noi significa che
>> qualche
>> volta la logica del profitto dovrebbe fermarsi, almeno di fronte alla
>> vita
>> umana.
 
     
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05:12pm 15/12/2006
 
music: Nuotando nell'aria- Marlene Kuntz
Sono Felice di una FELICITA' che va scritta con le lettere maiuscole.
Passiamo ogni istante insieme, ridiamo per niente, cantiamo, usciamo solo per fare shopping e andare a concerti (alla vecchia lista, sono da aggiungere lo spettacolo dei Quintorigo al Bluenote, quello dei Marlene di ieri completamente gratuito al Rolling Stones e quello di Rava e Cerri alla Palazzina Liberty di stasera) e passiamo le nostre giornate a letto a farci le coccole, mangiare schifezze, farci gli scherzi, vedere film e sì, ogni tanto anche dormire.







P.S. Oggi ho ripreso anche a studiare. Questa volta latino lo devo proprio passare.
 
     
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08:48pm 29/11/2006
  Vorrei acquistare delle casse per il mio pc portatile.
Consigli?
 
     
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08:43pm 29/11/2006
  ...e da domani si ricomincia con i concerti.

Scaletta del "tour":
30 novembre - Red Hot Chili Peppers con Elena
3 dicembre - Afterhours con *Desi*, Matteo, Davide e Guido.
4 dicembre - Muse con *Desi*
10 dicembre - Quintorigo con *Desi*

E da due giorni ho un mal di gola della madonna e zero voce! Alé! E da domani, se dovessi peggiorare, parlerò con i cartelli!
YAHOOOOOOOOOOOOO!
 
     
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01:58pm 24/11/2006
  In questi ultimi tre giorni mi sento come una tigre in cattività, furiosa affamata e ferita.
Sono chiuso in questa gabbia troppo piccola per una mente aperta abituata alle immense distese della savana.
Aprono la cella solo per poche ore al giorno, quasi sempre di notte, ma non mi lasciano uscire veramente.
Mi fanno solo sentire il profumo dei luoghi dove avevo trovato la pace.
Mi fanno sentire la tua voce solo a tratti.
Ore. Quando io avrei bisogno di tutta una vita.
So che questa situazione durerà ancora poco, che fra poche lune sarai con me per sempre, ma sono in apnea.
Vivere con poco ossigeno è difficile, anche se mi aiuta ad andare avanti la sicurezza che fra non più di una settimana riprenderò a bere aria vera a pieni polmoni.
E sì che credevo di essere ormai abituato a queste cose.
In gabbia mi avevano già buttato e anche per periodi più lunghi di questo.
Ma questa volta è diverso e questa diversità si chiama vita e voglia di vivere e condividere insieme a te.
 
     
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08:14pm 23/11/2006
  Ieri hai compiuto ventun anni ed io un mese e qualche giorno.

Con te.