una poesia va lasciata vivere sotto la carta
una poesia è un'emozione o non è
e non esistono buone o cattive poesie
esistono solo vere e false poesie
movimenti e falsi movimenti
percui se poesia è, si sente subito
a pelle, sotto l'epidermide
poesia, se ti ho scritta
facendoti con queste parole
è perchè volevo che vibrassi
perché se una poesia non l'hai nel sangue
non sale
Se non ci fosse stata oltre una vita in mezzo, saremmo stati più che amanti.
Una, due, tre esistenze ci dividono al di là della carne.
La distanza non importa. No. Sono i cuori che contano.
E per unirne due dovremmo ferirne almeno tre.
Cosa dici? Vale un amore più di una trinità di sofferenze?
E se poi non fosse amore? Se si rivelasse solo un incontro di solitudini?
Eppure tutto ci dice che le nostre labbra avrebbero sempre i contorni felici
se solo potessero sfiorarsi più di un attimo in un istante.
Mi manca ancora una notte con te per amarti. E non l’ho mai avuta.
Ogni tanto ritorno dalla stazione ma sento che le mie gambe e i sorrisi sono ancora
in quel treno che sta partendo con te, dentro me.
E mi chiedo perché due vite così unite non possano rimanere insieme
più del tempo e dello spazio che è stato loro concesso.
Perché, tu lo sai, nessuno è stato così simile a te come lo sono stato io.
Abbiamo gli stessi occhi, uguali sguardi
due battiti soli in un’aritmia
e infinite città invisibili e sommerse di corpi di amanti non ancora abitati.
Eh. Io credo che se vivessimo insieme avremmo perfino lo stesso nome.
In fondo ci rimarrebbe solo quello a dividere i nostri gesti
se non ci fosse di mezzo una vertigine e la paura di volare.
E allora che volino i sogni per noi
fino a che le ali avranno voglia di librare.
E allora che volino i sogni per noi
fino a che le ali avranno voglia di librare.
- Music:... o in alternativa The Third Man
Sono le 4.33.
Sono appena tornato.
Dopo aver ballato tutta la notte.
Sono appena tornato.
Dopo aver ballato tutta la notte.
Ieri un abbraccio mi sarebbe servito.
Dopo un giorno d'inferno.
Ieri in un abbraccio sarei sceso.
Un abbraccio sincero.
Un abbraccio come un bacio.
Fabiana sotto una ciocca di capelli dagli occhi mi guarda e mi accarezza.
Le sorrido. E' bella "Eppure potrebbe essere mia madre." Penso.
Penso come sarebbe se l'amore riempisse l'aria.
No, no! Non voglio! E muovo il cucchiaio dentro il bicchiere.
Due spirali di latte e caffè si muovono quasi in un amplesso.
"Non ti preoccupare. Va tutto bene." E io non riesco a guardarla in viso.
Il sorriso non mi s'illumina come sempre, cos'è? L'angolo attorno alla bocca ci prova, ma mente.
Niente, niente! Mi sembra di non avere niente. "Tratta così anche me. Non le sono mai stata simpatica".
Le sue iridi cercano le mie. Ma io sono come scomparso.
Mi capita spesso in questi giorni. Ora che non ho più scuse, che la maturità mi ha snudato.
Non hai più una madre e neanche una donna che curi le tue ferite.
Sei solo Omar, solo con le tue forze. E vuoi esser solo.
Dico che è una prova, dico che un giorno sarò di nuovo pronto, ora no.
E mi vengono alle orecchie le parole di Alessandro, come la saliva delle onde nelle conchiglie:
"Però quanto è bello stare insieme" non potevo dirgli che son tutte scuse.
Stupido, gli avrei detto se avessi avuto più coraggio fra i denti.
Mi ricordo bene quando il mio cuore si gonfiò per l'ultima volta d'amore.
Ricordo quante volte il giardino dell'eden si è bruciato sotto il fuoco dei suoi occhi
o per una parola sbagliata che a me sembrava il verbo.
Bastava uno sguardo malinteso perché il cielo cadesse.
No, no! Io non credo più ai sorrisi degli innamorati.
Quante storie ho udito di cuori che davanti s'amavano e dietro si pugnalavano.
Non voglio più stare in quel martirio.
Mi è bastato lo sguardo sperduto di Matteo per sfuggire dai fili di Amore.
Non sarò anch'io una sua marionetta ansiosa.
"Però quanto è bello stare insieme" Vaffanculo gli avrei detto se solo fossi stato un po' meno ipocrita.
E avrei preso uno specchio per farlo specchiare, mentre ha gli occhi fissi su quel cellulare.
Le mani che si agitano sui tasti in spasmi. E gli occhi, quando lei non gli parla, inquieti come fantasmi.
IO SONO LIBERO!
Ai campanelli non credo più. Sono solo nuvole nere che passano. Paure. Paure di star soli.
Ma non sapete la soddisfazione di uccidere gli incubi da soli.
Se potessi, ve la farei provare. Vi farei cavalcare le onde con me.
L'acqua si muove sotto i piedi come la schiena possente di un leviatano.
E tu sopra, a dominarla.
"Non ti preoccupare, Omar" mi dice Fabiana.
"Non ti preoccupare" mi dice anche Alessandro.
"Non ti preoccupare" continua Matteo tra le spalle tremanti e stanche.
Ma non capiscono che non sono io quello preoccupato.
Tutti mi parlano con aria paterna, come se fossi io quello da curare, l'appestato.
E intanto il nulla poco a poco se li sta rosicchiando.
E intanto un altro giorno in nulla se ne sta andando.
Dopo un giorno d'inferno.
Ieri in un abbraccio sarei sceso.
Un abbraccio sincero.
Un abbraccio come un bacio.
Fabiana sotto una ciocca di capelli dagli occhi mi guarda e mi accarezza.
Le sorrido. E' bella "Eppure potrebbe essere mia madre." Penso.
Penso come sarebbe se l'amore riempisse l'aria.
No, no! Non voglio! E muovo il cucchiaio dentro il bicchiere.
Due spirali di latte e caffè si muovono quasi in un amplesso.
"Non ti preoccupare. Va tutto bene." E io non riesco a guardarla in viso.
Il sorriso non mi s'illumina come sempre, cos'è? L'angolo attorno alla bocca ci prova, ma mente.
Niente, niente! Mi sembra di non avere niente. "Tratta così anche me. Non le sono mai stata simpatica".
Le sue iridi cercano le mie. Ma io sono come scomparso.
Mi capita spesso in questi giorni. Ora che non ho più scuse, che la maturità mi ha snudato.
Non hai più una madre e neanche una donna che curi le tue ferite.
Sei solo Omar, solo con le tue forze. E vuoi esser solo.
Dico che è una prova, dico che un giorno sarò di nuovo pronto, ora no.
E mi vengono alle orecchie le parole di Alessandro, come la saliva delle onde nelle conchiglie:
"Però quanto è bello stare insieme" non potevo dirgli che son tutte scuse.
Stupido, gli avrei detto se avessi avuto più coraggio fra i denti.
Mi ricordo bene quando il mio cuore si gonfiò per l'ultima volta d'amore.
Ricordo quante volte il giardino dell'eden si è bruciato sotto il fuoco dei suoi occhi
o per una parola sbagliata che a me sembrava il verbo.
Bastava uno sguardo malinteso perché il cielo cadesse.
No, no! Io non credo più ai sorrisi degli innamorati.
Quante storie ho udito di cuori che davanti s'amavano e dietro si pugnalavano.
Non voglio più stare in quel martirio.
Mi è bastato lo sguardo sperduto di Matteo per sfuggire dai fili di Amore.
Non sarò anch'io una sua marionetta ansiosa.
"Però quanto è bello stare insieme" Vaffanculo gli avrei detto se solo fossi stato un po' meno ipocrita.
E avrei preso uno specchio per farlo specchiare, mentre ha gli occhi fissi su quel cellulare.
Le mani che si agitano sui tasti in spasmi. E gli occhi, quando lei non gli parla, inquieti come fantasmi.
IO SONO LIBERO!
Ai campanelli non credo più. Sono solo nuvole nere che passano. Paure. Paure di star soli.
Ma non sapete la soddisfazione di uccidere gli incubi da soli.
Se potessi, ve la farei provare. Vi farei cavalcare le onde con me.
L'acqua si muove sotto i piedi come la schiena possente di un leviatano.
E tu sopra, a dominarla.
"Non ti preoccupare, Omar" mi dice Fabiana.
"Non ti preoccupare" mi dice anche Alessandro.
"Non ti preoccupare" continua Matteo tra le spalle tremanti e stanche.
Ma non capiscono che non sono io quello preoccupato.
Tutti mi parlano con aria paterna, come se fossi io quello da curare, l'appestato.
E intanto il nulla poco a poco se li sta rosicchiando.
E intanto un altro giorno in nulla se ne sta andando.
...e Omar sta diventando un ragazzo serio!
Si compra casa. Sì sì sì sì!
In realtà è ancora in cerca e acquisterà una casina piccola piccola, però è già un bel passo avanti.
:P
Si compra casa. Sì sì sì sì!
In realtà è ancora in cerca e acquisterà una casina piccola piccola, però è già un bel passo avanti.
:P
Nei tuoi tasti c'era tutto l'amore del mondo.
Mi mancherai così tanto...
Ora porterai la tua musica in cielo.
Mi mancherai così tanto...
Ora porterai la tua musica in cielo.
Non ero così stanco dai tempi del master.
Stasera, nanna subito.
Stasera, nanna subito.
Oh! Finalmente!
Ora che l'hanno premiato come miglior attore del Festival di Venezia, posso finalmente ciò che ho sempre pensato:
Silvio Orlando è un grande attore!
Con lui ho visto Palombella Rossa, la divertentissima serie Vicini di casa, Il Portaborse, Sud, La Scuola, film stupendo, Il cielo èsempre più blu, Vesna va veloce, il trascinante Aprile, Figli di Annibale, Luce dei miei occhi, La stanza del figlio, El Alamein, Il posto dell'anima, Dopo mezzanotte, Il Caimano.
Non sapete come sono contento! Sono proprio felice! :)
E per chi ricomincia fra poche ore o giorni la scuola/università, un pensierino...
Ora che l'hanno premiato come miglior attore del Festival di Venezia, posso finalmente ciò che ho sempre pensato:
Silvio Orlando è un grande attore!
Con lui ho visto Palombella Rossa, la divertentissima serie Vicini di casa, Il Portaborse, Sud, La Scuola, film stupendo, Il cielo èsempre più blu, Vesna va veloce, il trascinante Aprile, Figli di Annibale, Luce dei miei occhi, La stanza del figlio, El Alamein, Il posto dell'anima, Dopo mezzanotte, Il Caimano.
Non sapete come sono contento! Sono proprio felice! :)
E per chi ricomincia fra poche ore o giorni la scuola/università, un pensierino...
Passo le notti a cercare nel mare qualche creatura fuori dal coro. Un pesce d'oro, la balena bianca, un leviatano che dorme.
Tengo ben stretta la rete e mi immergo dove il suono si propaga più intenso. Amo la ricerca e il viaggio, gli animali esotici, quelli che vedi solo nelle foto ma che non hai mai sentito parlare. Notturni in Jazz, lune di Funk, corni e corde, strumenti che scintillano nella notte, vibrando a bassa frequenza. La sento come una sfida ma non so con chi. Certo è un'ispirazione che si attende all'amo.
Cerco nuovi suoni, note come funghi, ma si nascondono. Muovono le dita nel buio di minuscoli locali.
Perché sono come meduse che nell'acqua facile e nera delle discoteche non si vanno a bagnare. E allora frugo, frugo. In tutti gli angoli. Finché qualcosa non mi bacia il cuore. E com'è dolce quel momento silenzioso in cui la musica si scopre, ti entra dentro liquorosa e calda come crema di malto. Il basso-fagotto borbotta sotto gli altri strumenti, la chitarra ci parla-urla e la batteria mima la spuma che viene ad accarezzare la sabbia senza mutarla. E poi forse arriva un piano, ma solo se è una poesia di perle che cade dalle mani in un'isola di silenzio.
Tengo ben stretta la rete e mi immergo dove il suono si propaga più intenso. Amo la ricerca e il viaggio, gli animali esotici, quelli che vedi solo nelle foto ma che non hai mai sentito parlare. Notturni in Jazz, lune di Funk, corni e corde, strumenti che scintillano nella notte, vibrando a bassa frequenza. La sento come una sfida ma non so con chi. Certo è un'ispirazione che si attende all'amo.
Cerco nuovi suoni, note come funghi, ma si nascondono. Muovono le dita nel buio di minuscoli locali.
Perché sono come meduse che nell'acqua facile e nera delle discoteche non si vanno a bagnare. E allora frugo, frugo. In tutti gli angoli. Finché qualcosa non mi bacia il cuore. E com'è dolce quel momento silenzioso in cui la musica si scopre, ti entra dentro liquorosa e calda come crema di malto. Il basso-fagotto borbotta sotto gli altri strumenti, la chitarra ci parla-urla e la batteria mima la spuma che viene ad accarezzare la sabbia senza mutarla. E poi forse arriva un piano, ma solo se è una poesia di perle che cade dalle mani in un'isola di silenzio.
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Sto raggiungendo il limite.
Lavoro decisamente troppo.
Ma non posso smettere.
In realtà mi paice ciò che faccio.
Sono ambizioso.
E ora mi hanno persino inserito in un'attività del Gruppo che riguarda l'ICT della direzione HR europea.
Ci agggiorniamo in conference call ogni settimana con l'IT francese.
2-3 ore di conferenza in inglese al giorno.
Nemmeno fossi un manager.
Però ho bisogno di dormire.
Ho veramente bisogno di dormire.
...